Nuova Legge Cyberbullismo 2017

La Camera ha approvato, praticamente all’unanimità (un solo astenuto), il decreto di legge sulla tutela dei minori, la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

Cosa prevede la nuova legge sul cyberbullismo

Tre sono i punti salienti del provvedimento che aveva già passato il vaglio del Senato:

  • la definizione del fenomeno nell’ordinamento legislativo
  • la regolamentazione della rimozione dei contenuti offensivi
  • l’introduzione della possibilità di intervento da parte del garante della privacy.

A chi si rivolge la nuova legge sul cyberbullismo

La legge riguarda in modo specifico le aggressioni mediate tra minori, introducendo la possibilità per i ragazzi di meno di 14 anni di chiedere l’oscuramento dei siti dove si consumano le azioni di cyber-bullismo. E come già previsto per il reato di stalking, stabilisce la procedura di ammonimento per quei minori con età superiore ai 14 anni che si rendono colpevoli di tali aggressioni.

Definizione del cyberbullismo

Da ora in poi per cyber-bullismo si intenderà

ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori”.

Facciamo da subito chiarezza: questa legge non crea un nuovo tipo di reato, perché tutte le condotte citate costituiscono già un reato. Ciò che la legge fa è sottolineare come, perpetuate attraverso uno strumento informatico, in danno di minori ultraquattordicenni, queste condotte possono essere chiamate cyberbullismo.

In questa definizione rientra anche la diffusione di contenuti online, anche se relativi ad un familiare, perpetuata a scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo.

Il fatto che la legge prenda in considerazione soltanto aggressioni mediate contro minorenni è dato dal fatto che Facebook, Google, Twitter e le altre grosse aziende operanti nel Web hanno dato la loro disponibilità alla rimozione dei contenuti solo in questo caso.

Le azioni a tutela del minore

Di fatto la legge prevede due diverse azioni di protezione nei confronti del minore:

  • l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti
  • l’ammonimento dell’aggressore

Oscuramento, rimozione, blocco dei contenuti

Uno dei punti salienti della legge è quello che permette a un minore di almeno 14 anni di chiedere, anche senza l’intervento di un adulto, attraverso un apposito modulo, di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in Rete al gestore del sito web o ai social network. Se il contenuto incriminato non sarà cancellato entro 48 ore, il minore potrà ricorrere al garante della privacy.

Ammonimento

La seconda misura che prevede la legge sul cyberbullismo è una misura “repressiva” nei confronti del cyber-bullo che si è reso responsabile dell’aggressione attraverso il mezzo informatico, il cosiddetto ammonimento.

Avendo dedicato un approfondimento a questo strumento, qui vale la pena di ricordare che questa tipologia di punizione è attivabile solo se non è già stata proposta querela o denuncia per il fatto subito, e si tratta di una misura più lieve delle due appena citate.

Le misure preventive nella nuova legge sul cyberbullismo

Oltre alle misure repressive per contenere i danni causati dalle azioni di cyberbullismo, la legge approvata dal Parlamento dispone anche due misure preventive e di contrasto per evitare a monte gli atti di cyberbullismo.

I due ambiti interessati dalla nuova legge sono quello del piano nazionale e quello scolastico.

Azioni preventive in ambito nazionale

Riguardo l’ambito nazionale, la legge prevede che venga istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo attraverso la redazione di un piano di azione integrato.

L’obiettivo di questo piano dovrebbe essere quello di monitorare l’evoluzione del fenomento, controllare i contenuti che vengono inseriti in Rete (attraverso una collaborazione degli organi di Polizia Postale), e promuovere iniziative e campagne di informazione e sensibilizzazione del fenomeno.

Azioni preventive al cyberbullismo nelle scuole

L’ente educativo messo nel mirino della legge, però, è sicuramente quello della scuola.

In ogni istituto scolastico, infatti, dovrà essere individuato un docente referente, con un duplice compito: avviare corsi di formazione per gli insegnanti e coordinare tutte le iniziative di contrasto al fenomeno.

In aggiunta a ciò, come previsto dalla Buona Scuola, nel triennio 2017 – 2019 sarà necessario attuare la formazione del personale scolastico sul tema del cyber-bullismo e che i regolamenti scolastici prevedano esplicite sanzioni disciplinari, commisurate alla gravità degli atti compiuti.

Ai presidi spetterà invece interfacciarsi con le famiglie degli studenti coinvolti in casi di cyberbullismo.

Il Ministero entro il 18 settembre avrebbe dovuto presentare le linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, che poi andranno aggiornate ogni due anni.

Come si applica la nuova legge sul cyberbullismo nelle scuole

Qualora si verificassero atti di cyberbullismo, il dirigente scolastico informa tempestivamente i genitori dei minori coinvolti: i regolamenti scolastici dovranno prevedere esplicite sanzioni disciplinari, commisurate alla gravità degli atti compiuti.

I servizi territoriali, con l’ausilio delle associazioni, dovrebbero promuovere progetti personalizzati per sostenere le vittime di cyberbullismo e per rieducare, anche attraverso l’esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i minori autori di cyberbullismo.

Se non c’è querela o denuncia, per quest’ultimi scatta l’ammonimento del bullo e il questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore.

Come può essere utilizzata la nuova legge sul cyberbullismo?

La nuova legge sul cyberbullismo,  pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e quindi diventata operativa nell’anno scolastico appena cominciato, prevede due diversi step per poter richiedere la rimozione di un contenuto ritenuto offensivo e lesivo.

L’istanza può essere inviata direttamente dal minore, se questo ha più di 14 anni, oppure da un genitore o da chi esercita la potestà genitoriale.

Nuova legge sul cyberbullismo: fare richiesta al gestore del sito

La prima azione che la nuova legge permette è quella di richiedere la rimozione direttamente al gestore del sito attraverso cui il contenuto è stato veicolato.

Oltre ai siti privati, il sito in questione può essere anche direttamente il Social Network, come ad esempio Facebook, su cui il video o il contenuto è stato condiviso.

Dopo aver individuato il gestore del sito ed essersi messi in contatto, per legge il tempo che può al massimo passare tra la richiesta e la rimozione non può superare le 24 ore.

Nuova legge sul cyberbullismo: fare richiesta al Garante della Privacy

Se per qualche motivo non è stato possibile identificare il gestore del sito, magari perché quello in questione è un Social Network, oppure la nostra richiesta è stata ignorata per più di 24 ore, chi ritiene di aver subito un atto di cyberbullismo può rivolgersi dettamente al Garante della Privacy, compilando ed inviandogli lo specifico modulo ad un indirizzo email appositamente proposto per queste richieste: cyberbullismo@gpdp.it

Dal momento della ricezione della richiesta, il Garante della Privacy deve attivarsi per la rimozione dei contenuti entro 48 ore.

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Cyberbullismo e Web Consapevole

La legge per arginare il cyber-bullismo è certamente un buon primo passo, ma viene ancora una volta in evidenza come la sfida più grande a fenomeni come quello del cyberbullismo tra i più giovani sia quello della prevenzione e di un’alleanza educativa al rispetto dell’altro che parte dalla famiglia, passa dalla scuola, fino a toccare anche tutti gli altri ambienti sociali che i nostri ragazzi si trovano a frequentare.

Perché seppur mediato da uno schermo (con tutte le conseguenze e le amplificazioni che questo può portare), dietro a queste situazioni si celano persone, che feriscono e che vengono ferite.

Se vuoi saperne di più sul cyberbullismo, sarà tema dei percorsi di educazione digitale per adulti e anche, in maniera ovviamente diversa, del percorso di educazione digitale per ragazzi e bambini.

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