Perché non possiamo delegare il controllo dell’utilizzo dei device digitali ad un algoritmo

Stamattina su un quotidiano online campeggiava in prima pagina un titolo che ha attirato la mia attenzione:

Azionisti contro Apple: “Protegga i bambini dai suoi smartphone”.

All’interno dell’articolo, viene raccontato come due fondi di investimento di Apple, Jana Partners e il California State Teachers’ Retirement System, abbiano mandato nei giorni scorsi una lettera per chiedere che Apple stessa pensi a dei sistemi nativi ” fornendo nuove opzioni di controllo ai genitori, perché è la cosa giusta da fare sul piano sociale, ma conviene anche su quello economico, per prevenire le prevedibili reazioni negative dei clienti davanti a un comportamento irresponsabile”.

A corredo dell’articolo ci sono poi due approfondimenti: da una parte alcune ricerche prese a sostegno di chi ritiene che i tablet posssano essere strumenti utili a stimolare la vivacità, dall’altra chi li ritiene i principali strumenti da mettere sotto accusa per le notti passate in chat dei ragazzi.

Come sempre la verità potrebbe essere nell’equilibrio del mezzo.

Come abbiamo visto in alcuni recenti articoli, i sistemi di Controllo Genitori esistono già, sia integrati, nel caso di iPhone e iPad, sia attraverso funzioni specifiche (controllo delle attività sul Play Store), sia attraverso app a questo scopo predisposte come Secure Kids.

Cosa si può fare con i sistemi di Controllo Genitori

Con questi sistemi è possibile controllare e limitare, a priori, l’uso che può venire fatto con un determinato dispositivo. Per esempio, è possibile controllare gli spostamenti, da chi si ricevono le chiamate e sms, per quanto tempo il dispositivo è stato utilizzato. E’ possibile impedire l’accesso ad alcune app specifiche e impostare un limite massimo di tempo di utilizzo delle stesse o del dispositivo in generale.

Insomma, queste funzionalità permettono di tenere sotto controllo i propri figli e le loro attività a distanza ed in qualsiasi momento. Permettono ai genitori di arrivare lì dove non arrivano o fanno fatica ad arrivare e ad imporre – e far rispettare – delle regole. Tutto viene fatto in maniera “asincrona” e trasparente, senza quel fastidioso “ferimento” che può avvenire dal contatto con l’altro.

Ne abbiamo davvero bisogno?

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Avvalersi di un sistema di Controllo Genitori può certo risultare necessario in alcune situazioni particolari, ma non dovrebbe essere la modalità standard di affrontare il problema della gestione dei dispositvi digitali da parte dei genitori.

Perché attraverso questo si sta affidando l’educazione dei propri figli ad un algoritmo, che però non può certo tenere conto di tutta la dimensione “umana” che entra inevitabilmente anche nel nostro vivere in questa dimensione “on-life”.

Lo sappiamo bene, non conoscendo questa dimensione si ha l’impressione di non averne il controllo, e l’idea di farsi aiutare da un algoritmo allevIa dalla grossa fatica di accompagnare i bambini e i ragazzi nell’impervio campo della libertà, anche di sbagliare.

Ma questo vuol anche dire de-responsabilizzarci. Perché, se ci pensa il sistema di Controllo Parentale, cosa importa a quel punto fare la fatica di capire le dinamiche e i linguaggi di questi nuovi modi di comunicare?

Tanto sullo smartphone di mio figlio c’è un timer che dopo 2 ore di utilizzo blocca tutto”. Così si insegnano però a fare le cose “perché c’è una regola” e non perché ne ha capito il senso. Oltre che ad aumentare il desiderio di trovare le modalità per aggirarla, la regola.

Perché invece, come altri ambiti, non stabilire INSIEME delle regole, dell tempistiche, da rispettare, ed eventuali “sanzioni”, nel caso vengano disattesi i patti?

Per inciso, questo vuol dire che anche noi adulti dobbiamo dimostrarci non troppo dipendenti da questi dispositivi. Perché lo sappiamo, i bambini imparano anche attraverso l’esempio.

Altrimenti, utilizzare i sistemi di Controllo Genitori senza un accompagnamento, è come mettersi a dieta tutto d’un botto, in modo restrittivo e drastico: i chili magari si perdono anche, ma appena poi si ricomincia un minimo a mangiare, si rischia di riprendere tutto e anche quello che prima non si aveva.

E’ invece importante far capire che esiste un tempo per ogni cosa, avendo ben chiaro che l’elemento “disturbante” potrebbe anche essere un oggetto perfettamente analogico come ad esempio un libro.

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Percorsi per far bene

Come dice Bruno Mastroianni, “non basta spegnere o ridurre “perché fa male”, bisogna anche costruire percorsi “per fare bene” con consapevolezza sulle possibilità della connessione“.

Perché delegare ad altri fa inevitabilmente sentire dispensati dall’intraprendere azioni educative e anche culturali, per permettere ai più piccoli di vivere una vita “onlife” consapevole e proficua.

E per questo, il Controllo Genitori, anche se può sembrare una strada più semplice e meno faticosa, non deve sostituirsi al dialogo e dovrebbe essere l’ultima spiaggia a cui ricorrere in casi in cui c’è la necessità di tamponare una situazione sfuggita di mano.

Quindi, in definitiva, non usare questi strumenti in maniera sostitutiva, ma solo se affiancato da un costante dialogo che permetta, a lungo termine, di eliminarlo nella sua interposizione nel rapporto genitori-figli.

In cosa può aiutarti Web Consapevole

Web Consapevole è il luogo nato proprio con il desiderio di aiutare gli educatori  a comprendere meglio le dinamiche e i linguaggi di questo nuovo modo di comunicare.

Crediamo che tutte le agenzie educative come scuola, famiglia, oratori, nonni, formatori, educatori a vario titolo debbano stringere un’alleanza tra di loro ed intraprendere azioni culturali per poter davvero essere d’aiuto alla crescita dei ragazzi con cui si trovano a che fare, imparando prima di tutto loro stesse queste nuove dinamiche.

Per questo sono nati i percorsi di educazione digitale Web Consapevole EDU, pensati in modo specifico anche per il ruolo che l’educatore si trova ad avere, come insegnante, genitore, nonni o formatore.

Cosa posso fare?

Se questa è la domanda che hai adesso in testa, ti diamo due possibilità.

La prima è quella di iscriverti al gruppo Facebook di Web Consapevole, dove troverai altri genitori ed educatori con cui confrontarti su questi temi.

La seconda è quella di contattarci, attraverso il form che trovi qui sotto, per richiederci un incontro: appena riceveremo la tua richiesta ci metteremo in contatto con te per metterci d’accordo su come renderlo possibile!

 

 

 

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